domenica 30 gennaio 2011
lunedì 17 gennaio 2011
sabato 15 gennaio 2011
Portami con te
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.
Attilio Bertolucci
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.
Attilio Bertolucci
martedì 11 gennaio 2011
Coinvolgimento e libertà sembrano realtà opposte, eppure non lo sono per certe persone.
i miei nastri viola e celesti:
Mi sono alzato dalla panchina
e andando per i prati
nascoste tra gli anni
c'erano le mie tristezze
le ho avvolte con nastri viola e celesti
perché i nastri volano al vento
La mia fatica è un mulo che
non vuol saperne di muoversi,
dai monti scendono gli echi delle Dakini,
accarezzano l'erba che ancora resiste.
Non sono i ricordi che voglio
ma un ponte sul fiume,
che abbia dolci rive e profonde nebbie
dove lasciar cadere i miei nastri celesti e viola,
le mie spine e le mie rose.
lunedì 10 gennaio 2011
anima
« Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t'appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti. »
compagna e ospite del corpo,
ora t'appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti. »
| « Pertanto, secondo una tesi probabile, occorre dire che questo mondo nacque come un essere vivente davvero dotato di anima e intelligenza grazie alla Provvidenza divina. » | |
(Platone, Timeo, cap. 30, 68) |
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