Mi sono alzato dalla panchina
e andando per i prati
nascoste tra gli anni
c'erano le mie tristezze
le ho avvolte con nastri viola e celesti
perché i nastri volano al vento
La mia fatica è un mulo che
non vuol saperne di muoversi,
dai monti scendono gli echi delle Dakini,
accarezzano l'erba che ancora resiste.
Non sono i ricordi che voglio
ma un ponte sul fiume,
che abbia dolci rive e profonde nebbie
dove lasciar cadere i miei nastri celesti e viola,
le mie spine e le mie rose.
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